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le mie unghie hanno incontrato il nulla

Segna un balzo in avanti nella ricerca della profondità di campo, dove l’orizzonte ed il contesto sono “tra reale ed irreale”, quelli del mare e dell’isola di Capri.

fotografia carmine fiore: le mie unghie...La triste esperienza della morte di Carmine Fiore si riflette sulla scelta della sua isola come interlocutore ideale per una riflessione sull’esistenza umana collettiva. Così Capri, isola del benessere e anzi del lusso, diviene contenitore di vita autentica, che asseconda piuttosto uno stile universale di vita umile, nella sua naturalezza. 

A noi piace pensare a quest’opera fotografica, infatti, come un appello ed una preghiera per chi non c’è più, un monito ed un insegnamento di vita: qui come altrove la vita, preziosa nella sua semplicità, offre occasioni per condividere, per meditare, per prendersi una pausa: ovunque rivolgendo lo sguardo all’orizzonte ed i pensieri, tutti, ai propri cari, l’umanità espleta se stessa. Umanità che di per sè è dunque per l’artista sinonimo di solidarietà ed uguaglianza. Fiore immaginerebbe i passanti, i cittadini, ma in certa parte anche i soggetti inanimati, rivolgere gli stessi pensieri, a se stessi come al cielo di Capri. Sentendosi egli stesso parte di questa comunità.
di Federica Mussoni